Appello della CDU per riconoscere i diritti dei popoli dei monti Nuba (Sudan)

Premessa

Il Kordofan Meridionale è stato in questi decenni teatro di ripetute tragedie: tratta schiavista, colonizzazione, prolungato isolamento del popolo Nuba, totale privazione dei servizi scolastici e sanitari, negazione del diritto di proprietà e di uso delle risorse naturali locali, forzata islamizzazione, aggressioni ambientali, politiche, economiche, religiose, culturali e perfino costrizione forzata a combattere in guerre che non erano per la loro difesa ma per il beneficio di regimi lontani, se non proprio stranieri.

I Nuba, per uso della memoria, è un popolo formato da 50 gruppi etnici, ognuno con la propria lingua, cultura, tradizioni, è una comunità interculturale dove convivono da sempre musulmani, cristiani e fedeli delle religioni tradizionali.

Purtroppo, ancora una volta, contro il popolo Nuba, che nel corso dei decenni è riuscito a far fronte a spaventose condizioni di vita e a sviluppare una straordinaria capacità di ripresa e un forte senso di identità, è in atto l’ennesima campagna di morte che ha costretto migliaia e migliaia di persone, per lo più bambini, donne e anziani, a fuggire dai loro villaggi.

Per sfuggire alla feroce repressione del governo di Khartoum dalle 20 alle 30 mila persone vivono nel campo profughi di Yida, più volte bombardato dal governo sudanese il cui presidente, Omar Al-Bashir, contro il quel è stato emesso un mandato di arresto dalla Corte dell’Aja con cinque capi di accusa: crimini contro l’umanità, due per crimini di guerra, tra cui omicidio, sterminio, trasferimenti forzati, tortura e stupro, resta insensibile alle proteste della Comunità internazionale e a qualunque mediazione.

Si pensi solo che, secondo il procuratore generale della Corte Penale Internazionale dell’Aja, i massacri attribuiti al regime di Omar Al Bashir, iniziati nel 2003, hanno causato circa 300.000 morti e hanno costretto alla fuga oltre 2.500.000 persone.

Oggi, è bene ricordarlo, Sudan e Sud Sudan, da alcuni anni, sono due nazioni indipendenti e sovrane.

Queste azioni repressive, compiute nella totale mancanza di rispetto delle leggi internazionali e delle convenzioni internazionali sono l’ennesima prova che nessuno sembra in grado di fermare il regime del dittatore Omar Al- Bashir dall’usare ogni mezzo per piegare la volontà dei Nuba di affermare il loro diritto all’autodeterminazione nonostante che esista dal 2005 un Accordo globale di pace tra il regime islamista di Khartoum e il Movimento popolare di Liberazione del Sudan.

Ciò premesso la Commissione per i Diritti Umani del Movimento Shalom,

nel prendere atto che l’Accordo globale di pace siglato fra i due Stati nel 2005 non ha voluto affrontare il destino del popolo Nuba e di altri gruppi marginalizzati del Sudan, né osato esaminare le molte cause di conflitto presenti in quelle aree; apprese le notizie dei recenti bombardamenti sui campi profughi e la scoperta di fosse comuni nel novembre 2011;

Chiede che

per fermare il ritorno a inaudite violenze contro le popolazioni Nuba e per scongiurare il pericolo di una nuova guerra civile e la stessa reale possibilità di un conflitto interregionale, se non addirittura internazionale, il Governo italiano eserciti pressioni sul governo del Sudan affinché cessi ogni violenza sulle popolazioni inermi e consenta il libero accesso alle zone colpite da parte dell’Onu e delle organizzazioni umanitarie, permettendo loro di accedere agli approvvigionamenti alimentari e di farmaci;

Sollecita l’Onu, l’Unione Africana, gli Stati membri dell’Ecowas preposti alla mediazione dei conflitti

perché mettano in atto ogni azione per promuovere il dialogo politico tra tutte le parti interessate evitando così il reale pericolo dell’ennesimo genocidio in Africa;

Si auspica che

la Comunità internazionale e gli organismi non governativi approntino e inviino subito sui Monti Nuba e nel Kordofan Meridionale commissioni d’inchiesta per raccogliere documentazioni sui crimini che vi si sono commessi e nello stesso tempo mandino aiuti ai civili indifesi;

Invita

i Nuba della diaspora a sostenere il loro popolo usando ogni mezzo possibile per far conoscere le sue sofferenze e le sue lotte coinvolgendo i mezzi di comunicazione in modo che il regime di Khartoum non possa più continuare impunemente a fare ciò che sta facendo sui Monti Nuba e nel Kordofan Meridionale.

Appendice

La Commissione per i Diritti Umani del Movimento Shalom si unisce moralmente, con questo documento, all’appello fatto da “Nigrizia” del novembre 2011, dal quale ha tratto ispirazione e al quale è possibile aderire tutt’oggi tramite il sito internet della rivista.

Rassegna stampa

Da “Il Fatto Quotidiano” del 15/06/2011:

- Il Sudan Democracy First Group riporta che secondo i testimoni la settimana scorsa sono stati compiuti oltre 30 bombardamenti aerei su villaggi abitati dai Nuba e il 9 giugno è stata bombardata anche Jau, una cittadina al confine del stato dei Kordofan. Da allora circa 100.000 persone, perlopiù Nuba, sono fuggite a piedi verso il sud del paese. Nella capitale del Kordofan 10.000 civili hanno cercato rifugio nella sede della missione Onu sudanese. Ai giornalisti, sia quelli locali sia quelli stranieri, è vietato entrare nel Kordofan meridionale e sulle montagne di Nuba e la stampa che ha pubblicato storie di violazioni contro i civili e notizie sulla situazione umanitaria è stata confiscata. Un gruppo di reporter di Al Jazeera è stato messo in prigione appena arrivato a Kadogli e qualcuno di loro è stato torturato prima di venire espulso dalla regione. Anche un gruppo di giornalisti di Al Arabiya è stato fermato sulla strada verso la capitale e non gli è stato permesso di procedere per tornare a Khartoum. L’Alto Commissariato delle le Nazioni Unite per i rifugiati ieri si è rivolto alle autorità del Kordofan meridionale, dove alcune agenzie Onu sono state saccheggiate. “Lanciamo un appello alle autorità di Kadugli e a quelle del governo centrale a Khartoum perché sia permesso l’accesso terrestre e aereo alle agenzie umanitarie – ha detto ieri la portavoce Melissa Fleming – le nostre operazioni sono gravemente controllate e non siamo in grado di raggiungere neanche i depositi di cibo a 5 chilometri di distanza”. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha denunciato che venerdì scorso le provviste mediche e l’attrezzatura sono stati rubati dai suoi uffici, dai magazzini e dagli alloggi del personale a Kadugli. Denunce di saccheggio anche da parte del World Food Programme dell’Onu”. -

Voglia di legalità

Se non si cambiano le teste non ci sarà rinnovamento e, se al posto dei partiti oramai obsoleti, che ogni mese cambiano abito rimanendo sempre gli stessi, dessimo fiducia ai gruppi e alle associazioni di volontariato, ai movimenti sociali? (editoriale di don Andrea Cristiani pubblicato sulla rivista Shalom)

 

L’educazione alla legalità in qualche modo riguarda tutti; le regole per un’ordinata vita civile sono riconosciute come valori in tutte le religioni e in tutte le civiltà. Anzitutto dobbiamo educare noi stessi perché siamo stati contagiati da una mentalità deformata da tanti cattivi esempi che ci giungono proprio da coloro che dovrebbero distinguersi per una vita onesta e giusta. Spesso ci troviamo di fronte a disonesti capaci di violare le leggi impunemente cercando ogni mezzo per eluderle.

Nella società di oggi globalizzata ma purtroppo non sono, purtroppo, globalizzati i valori riconosciuti universalmente primari, quali il rispetto degli altri ed il bene comune. Nella nostra mentalità si è insinuata la convinzione, ed è perverso, che il bene privato arrivi prima del bene pubblico. Così da considerare come estraneo lo Stato stesso, quasi fosse cosa che non ci riguarda.

La mancanza del senso di responsabilità porta ad una  cultura egoista ed individualista. Siamo spettatori assuefatti, e dunque indifferenti, di fenomeni mafiosi , di ladrocini e di corruzione che ci appaiono consuetudini consolidate; si rischia una subdola ammirazione verso chi “la fa franca” arricchendosi sproporzionatamente alla barba di milioni di italiani che ogni giorno si impoveriscono di più.

Il Presidente idealista e rivoluzionario del Burkina Faso Thomas Sankara prima di essere ammazzato asseriva che è inconcepibile per una Nazione povera avere governanti straricchi. Parlava dell’Africa, ma il principio potrebbe valere anche per noi. Lo stato attuale delle cose genera un senso di paura e di sconfitta per l’inadeguatezza della nostra democrazia. Ti senti ostaggio di poteri oppressivi ed ingiusti senza. La loro ricaduta  sulla gente comune indebolisce la passione per la politica che appare sporca e patrimonio di approfittatori e parassiti.

Le persone perbene, che ambiscono ad una politica rinnovata, gratuita e incentrata su un progetto nazionale organico, ispirato ai valori della giustizia, della sussidiarietà e della solidarietà, sollevata dalle perverse ideologie del passato, appaiono come dei sentimentali sognatori. Il mito che si erge sulla nostra inciviltà è l’uomo rampante che può tutto ed è al di sopra di tutto, che si toglie ogni soddisfazione e ogni desiderio. Sesso, potere e ricchezza sono la nuova trinità. Questi disvalori sono dominanti nella cultura odierna e trovano come loro efficaci maestri il cinema, la televisione, la stampa e internet. L’uomo onesto, modesto, generoso e umile, è considerato un buono a nulla.

È vero che sono finite le ideologie ma è altrettanto vero che è subentrata l’anarchia morale ed un perverso laicismo. La democrazia si è indebolita e la mancanza di legalità e l’incapacità di governare, abbinate all’atavico clientelismo e alla insaziabile voracità, hanno fatto cadere nel baratro la politica italiana. Si è dovuto ricorrere a dei tecnici.  Saranno rimessi in ordine i conti dello Stato? Ma a quale prezzo? E chi verserà  sangue? Sempre i soliti.

Sono persuaso che l’attuale crisi abbia le sue radici nella disumanità dominante e che i veri responsabili siano i soliti manovratori spregiudicati della finanza che si nascondono in un labirinto inestricabile, si occultano, eludono le leggi, e, con la forza del potere e del denaro, rimangono impunemente ai loro posti. Se non si cambiano le teste non ci sarà rinnovamento e, se al posto dei partiti oramai obsoleti, che ogni mese cambiano abito rimanendo sempre gli stessi, dessimo fiducia ai gruppi e alle associazioni di volontariato, ai movimenti sociali e al non profit? e cercassimo uomini non di spettacolo, ma sobri e capaci di fare politica con la stessa passione con la quale militano nelle loro aggregazioni umanitarie, culturali e sociali? Qualche esempio ce l’abbiamo già! Ci vuole il coraggio di andare contro corrente. Occorrono uomini e donne, meglio se giovani, che si dedicano alla politica con la stessa dedizione di un operaio onesto che ogni giorno va a lavorare per vivere o di un volontario che dona il suo tempo e le sue capacità, persone  che reputano grande privilegio e onore servire lo Stato e far crescere la società nella legalità, nel benessere e nell’uguaglianza.

Tagli alle spese militari, solo fumo negli occhi

Leggi l’editoriale di don Sciortino di Famiglia Cristiana http://goo.gl/p8Enh

Accendi la pace

 

Campagna di raccolta fondi per il Progetto “Casa della Pace” in Uganda

Diventa anche tu un protagonista della solidarietà!

La campagna “Accendi la Pace” prevede la raccolta fondi per mezzo della vendita di candele personalizzate con il logo del Movimento Shalom.

Progetto a cui vengono destinati i fondi: La raccolta dei fondi è dedicata al Progetto “Casa della Pace” in Uganda, che consiste nella realizzazione di un centro di formazione con aule e laboratori per la produzione del pane e della pasta. Nel centro sarà previsto anche un ostello per i volontari, oltre alla sede del Progetto “Microcredito Uganda”. Il costo preventivato per la realizzazione è di circa 100.000,00€.

Inizio campagna: Visto lo slogan che accompagna l’iniziativa ed il suo significato simbolico, consigliamo di promuovere la vendita delle candele nel periodo pasquale. Pertanto l’inizio della campagna è previsto per la Domenica delle Palme, 1 Aprile 2012, e dovrebbe concludersi al massimo nella settimana successiva alla Santa Pasqua.

Come e dove vendere le candele: Ogni volontario, ogni referente o sezione può promuovere la campagna allestendo un piccolo stand nei luoghi che ritenete più opportuni, in base alle prprie esperienze, conoscenze e disponibilità: in una piazza, davanti ad un supermercato, nei pressi di Chiese e Parrocchie e/o in occasioni di incontri, riunioni o anche semplicemente attraverso la diffusione fra amici e conoscenti.

Costo: Proponiamo di vendere le candele chiedendo un’offerta minima di € 3,00. Per informazioni, chiarimenti e richiedere la spedizione delle candelle contattare: shalom@movimento-shalom.org tel. 0571 400462

 

Senegal: Carovana della salute 2012 – SCHEDA INFORMATIVA

SCHEDA INFORMATIVA SULLA CAROVANA DELLA SALUTE

 

“EDIZIONE 2012”

 

Cercasi medici e paramedici desiderosi di fare un’esperienza di volontariato in Senegal

 

 

 

•         PARTENZA: 04 Agost 2012                        RITORNO: 25 agosto 2012

 

•         FINALITA’: Consultazioni e visite gratuite ai poveri;educazione alla salute;scambi con professionisti sanitari locali

 

•         FIGURE RICERCATE: medici,infermieri/e,ostetriche motivati al servizio volontario di cooperazione internazionale

 

•         ITINERARIO IN BREVE: Dakar- Louly Benténié – Linguère-  Thiel- Kébémer- Dakar > VIAGGIO: Vettore aero a/R compagnie AIR FRANCE,ROYAL AIR MAROC(circa 700 euro)

 

•         SISTEMAZIONE:Casa in affitto con aria condizionata a Dakar ecc;alloggio spartano al villaggio Thiel

 

•         PASTI: Cucina senegalese o europea

 

•         SPESA COMPRESSIVA  A CARICO PARTECIPANTE: (Viaggio,spostamenti,sistemazione,pasti) Circa 1300 euro per 3 settimane con volo Royal Air Marocco

 

•         DIFFICOLTA’: media (adattamento al clima,usi e costumi differenti,condivisione di camera e bagno con altri partecipanti).

 

•         LINGUA UFFICIALE: Francese

 

•         MONETA:Portare euro che verranno cambiati sul poste in franchi cfa.(1 euro= 655 franchi cfa)

 

•         DOCUMENTI: Passaporto valido per l’espatrio con data di scadenza non anteriore a 6 mesi.

 

•         VACCINAZIONE: Febbre gialla(obbligatoria),profilassi antimalarica,tetano e antitifica (raccomandate),epatite A e B , meningite (consigliate).

 

•         ASSICURAZIONE MEDICO-SANITARIA: Raccomandata

 

•         NORME SANITARIE: Utilizzo della zanzariera personale,bere solo acqua o bevande in bottiglia sigillata,non acquistare cibo dagli ambulanti per strada,farmaci comuni e specifici personali.

 

•         ABBIGLIAMENTO: Estivo

 

•         BAGAGLIO: In stiva massimo 20 kg,un bagaglio a mano max 10 kg

 

•         ACCOMPAGNATORI : Sig.Ibrahima MBengue  e  Sig. Adama GUEYE.

 

•         Per informazioni supplementari, contattare: Adama GUEYE:

 

E-mail: adapisa@hotmail.it   Telefono: 0039 3297119902

 

 

Petizione per fermare l’acquisto di aerei F35

Il Movimento Shalom promuove la petizione per fermare l’acquisto di 131 caccia bombardieri F35

Di seguito il testo della petizione e il link per poter firmare l’appello online

Al signor Presidente del Consiglio dei Ministri Senatore Mario Monti
Fra i problemi insoluti che ha ricevuto in eredità dai Governi che l’hanno preceduta c’è la decisione se acquistare o no dalla Lockheed Martin Aeronautics 131 Joint Strike Fighter 135. Costo della operazione 30.000.000.000.000 delle vecchie lire (sempre che il costo non sia aumentato).
Lei è stato chiamato a presiedere il Governo in un momento in cui il Paese deve affrontare – per risolverli – grandi ed indilazionabili problemi: rilanciare lo sviluppo economico, dare una speranza di futuro e di dignità (lavoro) a milioni di giovani e di donne e a quella schiera sempre crescente di padri di famiglia espulsi, non per colpa loro, dal processo produttivo, abbattere il debito pubblico e riequilibrare i conti: garantendo a tutti i cittadini una condizione di vita dignitosa.
Spendere quella enorme somma per acquistare 131 F 35 significherebbe andare nella direzione opposta. Significherebbe non lavorare per uscire dalla crisi ma aggravarla ulteriormente.
E poi, perchè?
Perchè comprare 131 F 35 che, come Lei sa, sono cacciabombardieri – attrezzati anche con armi nucleari – da impiegare “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri altamente sensibili come quelli urbani.” e che servirebbero, quindi, unicamente per andare ad ammazzare persone inermi ed innocenti ed a distruggere case, ospedali, scuole, fabbriche?

No, signor Presidente, nel momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici da “lacrime e sangue” questa sarebbe una scelta socialmente e civilmente incomprensibile ed inaccettabile.
Quei 30.000.000.000.000 se investiti nella ricerca scientifica, nella scuola, nella università, in progetti di sistemazione idrogeologica in un Paese in cui basta che piova perché si determinino frane, crolli, morti, possono essere un contributo a rendere “possibile” la riuscita di quel compito immane che il Paese ha dinnanzi. Non certo se utilizzati per acquistare 131 F 35.
Per queste ragioni e con la convinzione che la Pace sia un valore assoluto e che senza Pace non può
esservi progresso, chiediamo che il Governo assuma formale decisione di non acquistare gli F 35

http://www.change.org/petitions/presidente-del-consiglio-dei-ministri-senatore-mario-monti-no-allacquisto-dei-caccaibombardieri-f35

 

Per le vittime di Firenze

Il 13 dicembre 2011, in centro a Firenze sono state uccise, per mano di un folle, due persone, e ne sono rimaste ferite diverse altre, tutte senegalesi. La loro unica “colpa” , nella mente malata di chi le ha colpite era quella di essere diverse dai suoi canoni di “normalità”, tanto da non meritare di vivere. Tutto questo ci addolora e ci ferisce profondamente; ci fa riflettere sul fatto che non bisogna mai abbassare la guardia sull’intolleranza e la discriminazione che sono sempre in agguato. A tutta la comunità senegalese presente in Italia e in Toscana, agli amici della Sezione Shalom Salam Senegal del nostro Movimento e all’intero popolo senegalese vanno il nostro più sentito cordoglio e la nostra vicinanza. Il nostro compito è, e continuerà ad essere, quello di promuovere la solidarietà e la pace tra tutti i popoli di quella che è l’unica famiglia umana. A tutti, oggi più che mai, Shalom.

 La Commissione Senegal e Davide Bertuccelli

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