Voglia di legalità
04 mag 2012 Lascia un commento
Se non si cambiano le teste non ci sarà rinnovamento e, se al posto dei partiti oramai obsoleti, che ogni mese cambiano abito rimanendo sempre gli stessi, dessimo fiducia ai gruppi e alle associazioni di volontariato, ai movimenti sociali? (editoriale di don Andrea Cristiani pubblicato sulla rivista Shalom)
L’educazione alla legalità in qualche modo riguarda tutti; le regole per un’ordinata vita civile sono riconosciute come valori in tutte le religioni e in tutte le civiltà. Anzitutto dobbiamo educare noi stessi perché siamo stati contagiati da una mentalità deformata da tanti cattivi esempi che ci giungono proprio da coloro che dovrebbero distinguersi per una vita onesta e giusta. Spesso ci troviamo di fronte a disonesti capaci di violare le leggi impunemente cercando ogni mezzo per eluderle.
Nella società di oggi globalizzata ma purtroppo non sono, purtroppo, globalizzati i valori riconosciuti universalmente primari, quali il rispetto degli altri ed il bene comune. Nella nostra mentalità si è insinuata la convinzione, ed è perverso, che il bene privato arrivi prima del bene pubblico. Così da considerare come estraneo lo Stato stesso, quasi fosse cosa che non ci riguarda.
La mancanza del senso di responsabilità porta ad una cultura egoista ed individualista. Siamo spettatori assuefatti, e dunque indifferenti, di fenomeni mafiosi , di ladrocini e di corruzione che ci appaiono consuetudini consolidate; si rischia una subdola ammirazione verso chi “la fa franca” arricchendosi sproporzionatamente alla barba di milioni di italiani che ogni giorno si impoveriscono di più.
Il Presidente idealista e rivoluzionario del Burkina Faso Thomas Sankara prima di essere ammazzato asseriva che è inconcepibile per una Nazione povera avere governanti straricchi. Parlava dell’Africa, ma il principio potrebbe valere anche per noi. Lo stato attuale delle cose genera un senso di paura e di sconfitta per l’inadeguatezza della nostra democrazia. Ti senti ostaggio di poteri oppressivi ed ingiusti senza. La loro ricaduta sulla gente comune indebolisce la passione per la politica che appare sporca e patrimonio di approfittatori e parassiti.
Le persone perbene, che ambiscono ad una politica rinnovata, gratuita e incentrata su un progetto nazionale organico, ispirato ai valori della giustizia, della sussidiarietà e della solidarietà, sollevata dalle perverse ideologie del passato, appaiono come dei sentimentali sognatori. Il mito che si erge sulla nostra inciviltà è l’uomo rampante che può tutto ed è al di sopra di tutto, che si toglie ogni soddisfazione e ogni desiderio. Sesso, potere e ricchezza sono la nuova trinità. Questi disvalori sono dominanti nella cultura odierna e trovano come loro efficaci maestri il cinema, la televisione, la stampa e internet. L’uomo onesto, modesto, generoso e umile, è considerato un buono a nulla.
È vero che sono finite le ideologie ma è altrettanto vero che è subentrata l’anarchia morale ed un perverso laicismo. La democrazia si è indebolita e la mancanza di legalità e l’incapacità di governare, abbinate all’atavico clientelismo e alla insaziabile voracità, hanno fatto cadere nel baratro la politica italiana. Si è dovuto ricorrere a dei tecnici. Saranno rimessi in ordine i conti dello Stato? Ma a quale prezzo? E chi verserà sangue? Sempre i soliti.
Sono persuaso che l’attuale crisi abbia le sue radici nella disumanità dominante e che i veri responsabili siano i soliti manovratori spregiudicati della finanza che si nascondono in un labirinto inestricabile, si occultano, eludono le leggi, e, con la forza del potere e del denaro, rimangono impunemente ai loro posti. Se non si cambiano le teste non ci sarà rinnovamento e, se al posto dei partiti oramai obsoleti, che ogni mese cambiano abito rimanendo sempre gli stessi, dessimo fiducia ai gruppi e alle associazioni di volontariato, ai movimenti sociali e al non profit? e cercassimo uomini non di spettacolo, ma sobri e capaci di fare politica con la stessa passione con la quale militano nelle loro aggregazioni umanitarie, culturali e sociali? Qualche esempio ce l’abbiamo già! Ci vuole il coraggio di andare contro corrente. Occorrono uomini e donne, meglio se giovani, che si dedicano alla politica con la stessa dedizione di un operaio onesto che ogni giorno va a lavorare per vivere o di un volontario che dona il suo tempo e le sue capacità, persone che reputano grande privilegio e onore servire lo Stato e far crescere la società nella legalità, nel benessere e nell’uguaglianza.
Tagli alle spese militari, solo fumo negli occhi
24 mar 2012 Lascia un commento
Leggi l’editoriale di don Sciortino di Famiglia Cristiana http://goo.gl/p8Enh
Accendi la pace
16 mar 2012 Lascia un commento
in solidarietà
Campagna di raccolta fondi per il Progetto “Casa della Pace” in Uganda
Diventa anche tu un protagonista della solidarietà!
La campagna “Accendi la Pace” prevede la raccolta fondi per mezzo della vendita di candele personalizzate con il logo del Movimento Shalom.
Progetto a cui vengono destinati i fondi: La raccolta dei fondi è dedicata al Progetto “Casa della Pace” in Uganda, che consiste nella realizzazione di un centro di formazione con aule e laboratori per la produzione del pane e della pasta. Nel centro sarà previsto anche un ostello per i volontari, oltre alla sede del Progetto “Microcredito Uganda”. Il costo preventivato per la realizzazione è di circa 100.000,00€.
Inizio campagna: Visto lo slogan che accompagna l’iniziativa ed il suo significato simbolico, consigliamo di promuovere la vendita delle candele nel periodo pasquale. Pertanto l’inizio della campagna è previsto per la Domenica delle Palme, 1 Aprile 2012, e dovrebbe concludersi al massimo nella settimana successiva alla Santa Pasqua.
Come e dove vendere le candele: Ogni volontario, ogni referente o sezione può promuovere la campagna allestendo un piccolo stand nei luoghi che ritenete più opportuni, in base alle prprie esperienze, conoscenze e disponibilità: in una piazza, davanti ad un supermercato, nei pressi di Chiese e Parrocchie e/o in occasioni di incontri, riunioni o anche semplicemente attraverso la diffusione fra amici e conoscenti.
Costo: Proponiamo di vendere le candele chiedendo un’offerta minima di € 3,00. Per informazioni, chiarimenti e richiedere la spedizione delle candelle contattare: shalom@movimento-shalom.org tel. 0571 400462
Senegal: Carovana della salute 2012 – SCHEDA INFORMATIVA
19 feb 2012 Lascia un commento
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Petizione per fermare l’acquisto di aerei F35
13 gen 2012 2 commenti
Il Movimento Shalom promuove la petizione per fermare l’acquisto di 131 caccia bombardieri F35
Di seguito il testo della petizione e il link per poter firmare l’appello online
Al signor Presidente del Consiglio dei Ministri Senatore Mario Monti
Fra i problemi insoluti che ha ricevuto in eredità dai Governi che l’hanno preceduta c’è la decisione se acquistare o no dalla Lockheed Martin Aeronautics 131 Joint Strike Fighter 135. Costo della operazione 30.000.000.000.000 delle vecchie lire (sempre che il costo non sia aumentato).
Lei è stato chiamato a presiedere il Governo in un momento in cui il Paese deve affrontare – per risolverli – grandi ed indilazionabili problemi: rilanciare lo sviluppo economico, dare una speranza di futuro e di dignità (lavoro) a milioni di giovani e di donne e a quella schiera sempre crescente di padri di famiglia espulsi, non per colpa loro, dal processo produttivo, abbattere il debito pubblico e riequilibrare i conti: garantendo a tutti i cittadini una condizione di vita dignitosa.
Spendere quella enorme somma per acquistare 131 F 35 significherebbe andare nella direzione opposta. Significherebbe non lavorare per uscire dalla crisi ma aggravarla ulteriormente.
E poi, perchè?
Perchè comprare 131 F 35 che, come Lei sa, sono cacciabombardieri – attrezzati anche con armi nucleari – da impiegare “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri altamente sensibili come quelli urbani.” e che servirebbero, quindi, unicamente per andare ad ammazzare persone inermi ed innocenti ed a distruggere case, ospedali, scuole, fabbriche?
No, signor Presidente, nel momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici da “lacrime e sangue” questa sarebbe una scelta socialmente e civilmente incomprensibile ed inaccettabile.
Quei 30.000.000.000.000 se investiti nella ricerca scientifica, nella scuola, nella università, in progetti di sistemazione idrogeologica in un Paese in cui basta che piova perché si determinino frane, crolli, morti, possono essere un contributo a rendere “possibile” la riuscita di quel compito immane che il Paese ha dinnanzi. Non certo se utilizzati per acquistare 131 F 35.
Per queste ragioni e con la convinzione che la Pace sia un valore assoluto e che senza Pace non può
esservi progresso, chiediamo che il Governo assuma formale decisione di non acquistare gli F 35
Per le vittime di Firenze
23 dic 2011 Lascia un commento
Il 13 dicembre 2011, in centro a Firenze sono state uccise, per mano di un folle, due persone, e ne sono rimaste ferite diverse altre, tutte senegalesi. La loro unica “colpa” , nella mente malata di chi le ha colpite era quella di essere diverse dai suoi canoni di “normalità”, tanto da non meritare di vivere. Tutto questo ci addolora e ci ferisce profondamente; ci fa riflettere sul fatto che non bisogna mai abbassare la guardia sull’intolleranza e la discriminazione che sono sempre in agguato. A tutta la comunità senegalese presente in Italia e in Toscana, agli amici della Sezione Shalom Salam Senegal del nostro Movimento e all’intero popolo senegalese vanno il nostro più sentito cordoglio e la nostra vicinanza. Il nostro compito è, e continuerà ad essere, quello di promuovere la solidarietà e la pace tra tutti i popoli di quella che è l’unica famiglia umana. A tutti, oggi più che mai, Shalom.
La Commissione Senegal e Davide Bertuccelli
Conviviale per il progetto Jatropha
22 nov 2011 Lascia un commento
in solidarietà
Raccolti 5.640 Euro alla “Conviviale al profumo del tarufo bianco di San Miniato per sostenere la coltivazione di jatropha in Burkina Faso”.
Venerdì 18 Novembre nelle sale dell’Antico Refettorio SS. Annunziata a San Miniato oltre ottanta commensali, principalmente imprenditori e professionisti ma anche semplici sostenitori, hanno animato la cena a base di tartufo organizzata dal Movimento Shalom Onlus per raccogliere fondi da destinare al progetto “Jatropha”, in Burkina Faso.
Mons. Andrea Pio Cristiani ha introdotto la serata salutando gli intervenuti, trai quali il Cav. Lanfranco Catastini, pioniere dell’imprenditoria conciaria nazionale. È seguita la lettura di un messaggio inviato da Andrea Bocelli che, rammaricandosi per non aver potuto essere presente a causa di impegni all’estero, ha scritto parole profonde sulla condizione umana dei popoli africani esprimendo grande sostegno e incoraggiamento alle opere di Shalom.
In seguito il dott. Stefano Piemontese, agronomo ideatore e supervisore del progetto d’imprenditoria etica per lo sviluppo della filiera dell’agro-combustibile nei territori sub-sahariani, rientrato dal Burkina due giorni fa, ha fatto il punto sulla situazione ad oggi e su quello che resta da fare: i circa mille ettari di terreno coltivati a Jatropha Curcas insieme ad altre colture destinate ai consumi alimentari, cominciano a dare i primi raccolti. Si pone quindi ora la sfida di creare un impianto di estrazione dell’olio ricavato dai semi, al fine di “Fare business in trasparenza, nel rispetto dei valori, dell’identità dei popoli e per il bene comune” – come ha sottolineato il dott. Marco Gragnoli, commercialista che segue gli aspetti amministrativi del progetto – “Una iniziativa tesa ha creare ricchezza e occupazione in loco, mirata anche a contrastare il fenomeno dell’inurbamento che sta vivendo il Burkina”.
I 5.640 Euro raccolti a fine serata saranno quindi destinati alla realizzazione di un oleificio industriale, nei pressi della piantagione, che sarà gestito da una società di diritto burkinabè partecipata da Mouvement Shalom Burkina e da una S.r.l. Italiana vicina al Movimento. Durante la cena è stato presentato anche il volume fotografico “Jatropha Curcas. La filiera dell’agrocombustibile in Burkina Faso”, di Stefano Piemontese. “L’obiettivo finale” – come scrive Piemontese – “è che gli investitori abbiano i loro profitti, gli Stati il loro sviluppo e la gente il proprio cibo”.
