La CDU per la regione dei Grandi Laghi Africani

La Commissione per i Diritti Umani del Movimento Shalom onlus ha deciso di promuovere nel corso del biennio 2010/2011 il tema della tutela dei diritti umani nella regione africana dei Grandi Laghi (R.D. Congo, Uganda, Ruanda, Burundi) ed ha pensato di farlo partendo dal coinvolgimento diretto delle Pubbliche Amministrazioni toscane attraverso la formazione di un comitato informativo formato da rappresentanti istituzionali, volontari della CDU e delegati delle associazioni che vorranno aderire in corso d’opera. Il comitato avrà il compito di raccogliere informazioni sul tema in questione, verificarne la veridicità, analizzarle e rielaborarle sotto forma di dossier da sottoporre all’attenzione delle amministrazioni locali in una prima fase e a livello nazionale successivamente.

Il Comitato per la difesa dei Diritti Umani nella regione dei Grandi Laghi ha individuato ed accertato recentemente testimonianze di gravi violazioni dei diritti umani nelle regioni oggetto di osservazione, oltre ad un oggettivo rischio di manipolazione dell’informazione a causa delle costanti pressioni sui grandi centri media e agenzie di stampa internazionali da parte di alcuni governi dei paesi diretti interessati e di potenti lobbies trans-nazionali che impiegano risorse ingenti a protezione dei forti interessi economici che hanno in questi territori.

Per questi motivi il primo scopo che il suddetto comitato si prefigge vuol essere quello di far affiorare la “verità” su tali questioni e di farla emergere agli occhi dell’opinione pubblica, attraverso la ricostruzione dei fatti reali operata tramite testimonianze dirette e attente verifiche delle notizie reperite essenzialmente sul web da organi d’informazione di livello mondiale, prediligendo quelli più indipendenti e non politicamente schierati.

Creare un pool misto, istituzional-associazionistico, di volontari, per lo scambio di informazioni e di idee, è il principale auspicio del Comitato, un primo passo per sensibilizzare amministratori, cittadinanza locale e l’intera società civile italiana sulle gravi violazioni dei diritti umani in queste aree, sulle frequenti e subdole distorsioni mediatiche perpetrate frutto di ingerenze economico-politiche e sulle possibili azioni collettive concrete da poter intraprendere per migliorare lo stato dei fatti.

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